Il Brasile del caffè

Ci sono luoghi che più di altri aiutano a capire meglio il caffè e il suo valore. Il Minas Gerais è uno di questi.

A giugno 2025 siamo andati in Brasile, cuore della produzione mondiale di caffè, e più precisamente nella regione del Minas Gerais. Con IWCA Italia abbiamo visitato cinque diverse piantagioni, tutte gestite da produttrici di prima, seconda o terza generazione.

A Ibiraci siamo stati ospitati da Lais, co-titolare della cooperativa Cocapil Specialty Coffee. Insieme al marito, gestisce una realtà immensa e strutturata, riconosciuta in tutta la regione come punto di riferimento del settore. Qui la tradizione si unisce a modernità e innovazione, con attrezzature e impianti all’avanguardia e un laboratorio di eccellenza dove vengono effettuate ricerche e lavorazioni sperimentali.

A Boa Esperança abbiamo incontrato Luiza, giovane coltivatrice ma anche agronoma, consulente e ricercatrice. La coltivazione del caffè viene guidata dalle sue competenze e da un metodo scientifico. Il caffè viene analizzato e curato in maniera da conoscerne, esaltarne e ottimizzarne ogni caratteristica.

Maria Helena ci ha accolti a Ingai nell’azienda di famiglia, che porta il nome del marito scomparso e ne rappresenta la storia e l’eredità. Il suo caffè viene coltivato con amore e delicatezza e le sue piante vengono trattate come dei figli. Un prodotto eccezionale che si unisce ad una storia di amore non solo per un uomo, ma anche per il caffè e per la terra.

A Oliveira, Thais ci ha ospitati nella sua fazenda. Durante la visita alle sue piantagioni abbiamo visto la raccolta meccanica e manuale del caffè e diverse fasi della lavorazione, dalla selezione fino all’asciugatura. Con molta onestà e sensibilità, ci ha raccontato dell’amore per il suo lavoro, senza nascondere le difficoltà del mercato e la fatica che serve ogni giorno per portare avanti questo mestiere.

Nell’ultima tappa a Varginha, siamo stati accolti da Donna Zezinha, produttrice e ristoratrice. Qui la produzione del caffè si unisce all’ospitalità, in una realtà fuori dal comune che gestisce insieme al marito. La loro azienda produce caffè premiati e riconosciuti tra i migliori della regione. Una delle loro particolarità? Il caffè viene fatto riposare in container con musica di sottofondo, perché, secondo lei, il caffè sente e assimila l‘energia positiva che lo circonda.

Cinque donne, cinque aziende, cinque storie diverse, accomunate dalla stessa passione per il caffè e dalla determinazione con cui ogni giorno affrontano le sfide di un mercato sempre più complesso. Cinque incontri che ci hanno lasciato molto più di un semplice ricordo di viaggio: ci hanno ricordato che il caffè non è solo ciò che troviamo in tazzina, ma tutto ciò che c’è prima. La terra, il lavoro, le persone e le storie che lo rendono possibile.

Tornare in torrefazione dopo un viaggio così significa guardare quel caffè con occhi nuovi e riconoscerne il valore. E oggi quando assaggiamo un caffè sappiamo che dietro quel profumo e quel gusto ci sono anche i volti di Lais, Luiza, Maria Helena, Thais, Donna Zezinha e tantissime altre donne e uomini come loro.

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